La plagiocefalia: cos’è e come intervenire

13 Dic 2021 | Bambini, Blog | 0 commenti

Se parliamo di plagiocefalia identifichiamo una deformazione del cranio che può avere sia una causa patologica, come le craniostenosi, piuttosto delle cause esterne legate sia alla posizione intrauterina sia alle dinamiche del parto, oppure dagli stimoli meccanici che la scatola cranica riceverà successivamente nella vita extrauterina come per esempio il punto di appoggio della testa sul cuscino.
Quindi appena nato soprattutto nelle prime settimane è fondamentale fare una valutazione dei rischi e di eventuali fattori predisponenti alla plagiocefalia. Proprio questo aspetto ci fa capire quanto sia importante una valutazione precoce per migliorare e addirittura correggere in maniera completa e definitiva una plagiocefalia posizionale

La plagiocefalia è un’asimmetria della forma cranica che nei casi più frequenti va a colpire la parte  posteriore del cranio che si chiama occipite rendendo un lato più piatto rispetto al lato opposto. Talvolta anzi molto spesso si denoterà proprio che nella zona piatta come per esempio il lato destro dell’occipite, ci sarà come corrispondenza adattativa una zona gonfia sulla fronte dallo stesso lato.
A questo si può aggiungere anche che molte volte il parietale, quindi la parte alta del cranio, può essere un pochino più gonfia e l’orecchio è un pochino più scollato. Queste sono delle strategie biomeccaniche e posturali che il cranio adotta, perché all’interno c’è il cervello che deve trovare il suo corretto spazio. Per cui se gli manca un po’ di spazio dietro per via del cranio piatto, il cervello si riprenderà un po’ di spazio gonfiando le ossa in avanti per permettere così una corretta posizione e sviluppo

  • Le craniostenosi fanno parte della categoria delle patologie del cranio in cui una delle suture o più suture craniche (il punto di unione fra le varie piccole ossa del cranio) saldano prima del tempo. Quindi si attaccano prima del tempo dovuto e in questi casi l’osteopatia può soltanto essere di sostegno ma spesso è necessario contattare un neurochirurgo col quale intraprendere semmai un lavoro di equipe, poiché nei casi più severi si ricorre all’intervento chirurgico o all’uso di caschetti e comunque proprio in questi casi appare davvero utile il sostegno dell’approccio osteopatico.
     
  • La plagiocefalia posizionale invece è una deformità del cranio legata, o come già accennato alla posizione all’interno della pancia della mamma e\o alle posture che il bambino o la bambina utilizza appena nato spesso collegate al torcicollo miogeno neonatale, ovvero alla facilità del bambino di stare sempre girato da una parte per esempio il lato destro piuttosto che dall’altro. I segnali importanti da valutare in questi casi sono che spesso proprio sul lato destro avremo l’occipite e quindi la parte posteriore della testa piatta e che il bambino molto probabilmente preferirà un allattamento al seno sinistro della mamma. Infatti troppe volte mi capita di vedere in studio mamme che parlano di seno preferito che in realtà non è il seno preferito perché un seno funziona bene e un seno funziona male, ma è che il bambino o la bambina ha una facilità di mantenere la testa ruotata dal lato del seno chiamiamo l’appunto preferito, rispetto all’altro. Per esempio se io ho un bambino con un torcicollo destro sarà per il bambino molto più agevole rimanere con la testa a destra e quindi essere attaccato al seno sinistro della madre.  
    Un altro segnale importante è l’assenza dei capelli o la riduzione di lunghezza dei capelli proprio sul lato di maggiore appoggio in questo caso da esempio sul lato destro.
    Le cause possono essere essenzialmente poche:
    Posizione intrauterina e quindi allo spazio e alla posizione che il bambino o la bambina ha all’interno della nella pancia della mamma e dei contatti che il cranio assume sul bacino, ma non solo poiché è implicata anche la posizione della colonna vertebrale e degli arti superiori ed inferiori.spesso bambini che si muovono poco o che nelle ultime settimane di gravidanza erano già incanalati possono avere in realtà già delle pressioni che vanno a modellare la forma cranica in maniera asimmetrica. Spesso in questa condizione le piccole deformazioni craniche sono già visibili appena nati, attraverso rossori sulla cute del cranio piuttosto dei lividi o nei casi più evidenti già da subito si mostra una zona più piatta o più gonfia nel cranio. 
    parto difficile: come per esempio induzione cesareo uso di forcipe o ventosa uso di manovre ostetriche travagli molto lunghi o addirittura molto corti fase espulsiva e molto lunghe e dolorose o addirittura fase espulsiva è troppo veloci. Tutti questi eventi portano a un’alterata fisiologia dei movimenti delle ossa craniche e della colonna e del bacino del bambino e anche di quelle della mamma durante la fase della nascita c’è un vero e proprio modellato Joe che deve avvenire e lo deve fare attraverso delle tempistiche e delle modalità fisiologiche quando subentrano delle funzioni diverse come per esempio l’induzione o delle problematiche questa fisiologia può essere alterata e di conseguenza creare delle compressioni delle trazioni che portano a questa sorta di torcicollo mi odiano del bambino E poi passerà molto tempo girato con la testa da quel lato nei primi mesi di vita che tenderanno ad appiattire il cranio a creare la plagiocefalia posizionale. 
  • LE SOLUZIONI:
    Ci sono diverse soluzioni efficaci da adottare il prima possibile: la prima è assolutamente è quella di fare una diagnosi precoce della plagiocefalia ed identificare se si tratta di una plagiocefalia posizionale o patologica per questo è molto utile il pediatra molto utile anche l’osteopata e nei casi più importanti i neurochirurgo.
    La seconda cosa da fare è indubbiamente quella di istruire genitori a mantenere il bambino o la bambina nella rotazione opposta della preferenza per cui ipotizzando come negli esempi precedenti un bambino che rimane appoggiato sempre sul lato destro indurre il bambino a girare sul lato sinistro, quindi monitorare anche le posizioni notturne soprattutto le posizioni notturne e quindi è richiesto un impegno da parte dei genitori ad aiutare il proprio figlio o alla figlia ad avere un appoggio sul lato opposto perché è proprio l’appoggio a generare l’appiattimento di conseguenza la plagiocefalia posizionale. In questo viene di aiuto il fatto che i bambini sono attratti da luce e suono quindi davvero utile fare in modo che durante la vita di urna il bambino sia posizionato in maniera tale che giri la testa dal lato dove ci sono luci dove ci sono le persone che ti vogliono bene e che parlano che si muovono.
    Poi l’intervento dell’osteopata: in questi casi l’osteopata in grado di andare a dissipare tutte quelle compressioni e regolare tutte quelle trazioni che hanno sbilanciato la posizione del cranio attraverso uno squilibrio dei muscoli della schiena e del collo, il lavoro che si svolgerà opera dei risultati in maniera molto precoce generalmente già entro le prime tre sedute il bambino in grado di ruotare in maniera simmetrica il capo il che vuol dire eliminare la causa primaria che causa la plagiocefalia posizionale.il trattamento è davvero delicato e e sia in grado di andare a capire anche le cause scatenanti di questa plagiocefalia del torcicollo annesso, questo attraverso test palpatori e test clinici osteopatici. Successivamente si è in grado anche di dare delle tempistiche sulla risoluzione del problema, generalmente la tempistica è legata alla severità della plagiocefalia posizionale, normalmente nelle pratiche cefalee minori entro i primi 3/4 mesi si ottengono ottimi risultati e così a seguire. Tuttavia una discriminante fondamentale è essere precoce nel trattamento più inizia tardi il trattamento osteopati co per una plagiocefalia meno sono le chances di poter ottenere dei risultati davvero efficaci, questo lascia ben intendere che già entro le prime settimane di vita il bambino può tranquillamente essere sottoposta una valutazione osteopatica e ed eventualmente anche al trattamento osteopatico

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